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COMMENTO CRITICO TRATTO DAL CATALOGO: L’ALTROVE - 2006

 

titolo opera: “ONE-RUN-A-WAY”, tecnica: acrilico su tavola, misure: cm 200(h)x70(l) (trittico)

 

Diceva Yeats che è necessario seguire i propri pensieri come cani da caccia: non farsi distrarre, non farsi stornare da quello che è il compito della propria vita. In questo – non esplicito – doppio autoritratto Daniele De Luca mostra la volontà di perseguire il viaggio della propria vita senza perplessità: la doppia immagine che cineticamente percorre uno spazio passa efficacemente dal secondo al primo piano senza esitazione, la reiterata proposizione dei colori, forti e decisi, connota con veridicità gli attuali scenari urbani metropolitani, infuocati e caotici, entro i quali si vive. Il concetto iconografico-espressivo sembra trovare ulteriore perentoria asserzione nella scritta-titolo dichiarata One-run-a-way, eppure… vi sono diversi elementi nascosti che in seconda battuta passano dal messaggio subliminale ad un riferimento più esplicito: lo sguardo negato di un volto che sembra tagliato con l’accetta, il graffitismo, linguaggio linguaggio nascosto che va ricercato nella nera compattezza della maglia dell’uomo e che lascia trasparire la necessità di una comunicazione “altra” da parte del protagonista; la scritta stessa, apparentemente semplice e chiara, si pone in realtà come un rompicapo, un rebus di sfida che nega la compattezza dell’asserzione, tripartendosi: elidendo la parte centrale, essa diviene “ONE I WAY”, passando dal rassicurante possibilismo di una corsa una strada allo sconcertante assolutismo di  una sola via. L’artista ha così assolta la funzione di omaggiare i graffitisti D’Antan, Haring e Basquiat su tutti, giocando sulla doppia valenza che questo codice artistico sottende.

di Paola Ardizzola, curatrice della mostra L’ALTROVE.

 

 

 

COMMENTO CRITICO TRATTO DAL CATALOGO: SHINGLE 22J - 2007

 

titolo opera: “SHINGLE BELLS”, tecnica: acrilico su tavola, misure: cm 70(h)x100(l) (dittico)

 

Daniele De Luca si ispira alla grafica fumettistica degli anni Quaranta e propone un soldato americano colto nello slancio impetuoso e nerboruto dell’azione militare. Sulla base del dipinto De Luca lancia un messaggio che è un gioco di parole di eco natalizio, ma il divertissement è solo apparente. Le campane sono quelle che suonano a morte e i loro rintocchi diventano cupi sotto la linea che spezza orizzontalmente l’immagine del militare.

di Davide Ultimieri.

 
 
 

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